Anche a costo dell’estrazione?
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No, non parliamo di estrazioni del Lotto…
ti serve un buon dentista!
L’impianto dentale è la soluzione odontoiatrica che, in mancanza di denti, restituisce la situazione estetica e funzionale più vicina alla dentatura naturale.
Ma è sempre necessario un impianto? È sempre opportuno?
Un buon odontoiatra sceglie sempre la soluzione più adatta per il paziente, una soluzione che prescinde dalla tecnica impiegata e non è mai “a priori”. E il buon implantologo è prima ancora un ottimo dentista.
L’implantologia è un’ottima soluzione ma non è la panacea né una tecnica per tutte le stagioni: va applicata se e quando necessario al benessere del paziente.
Soprattutto, vanno evitate estrazioni affrettate o ingiustificate.
Hai bisogno di un impianto dentale?
Il dentista deve infatti sempre prima valutare bene quando e come è opportuno salvare il dente, preferendo se possibile soluzioni più conservative e meno invasive per il paziente.
Otturazioni e devitalizzazioni non devono assolutamente essere viste come opzioni da poco. Useremmo un’asfaltatrice per schiacciare una mosca?
Partiamo infatti dal presupposto che è sempre meglio avere i propri denti e conservarli sani a lungo. Quando possibile utilmente, un dente naturale va sempre salvato.
Il dente naturale forma infatti un sistema organico perfetto con il parodonto e l’osso, un insieme in sé insostituibile per funzionalità, sensibilità e protezione contro infiammazioni e infezioni.
Per questo il vostro dentista vi dice così spesso che le cure più importanti sono l’igiene personale e i controlli periodici in studio!
Se hai bisogno di un dentista, non andare in Croazia o in Ungheria: qui a Conegliano risparmi, e hai maggior qualità.
Il tartaro va rimosso in studio proprio perché l’igienista dentale ha gli strumenti per evitare che la placca mineralizzata aggredisca gengive e dente.
Pulpiti, ascessi, granulomi, cisti o piccole fratture vanno trattate prontamente proprio per evitare la soluzione estrema dell’estrazione.
Parodontiti, pulpiti o carie anche severe possono invece spesso, se affrontate per tempo, essere risolte conservando il dente e con minor spesa per il paziente.
Il dente naturale va invece tolto solo quando mantenerlo rischia di creare danni peggiori e quando è impossibile o non conveniente recuperarlo.
E poi, per i controlli periodici cosa fai, riprendi l’aereo e riparti?
Un dente che ha subito una frattura verticale fino alla radice, ad esempio, crea facilmente rischi di rotture, infezioni, dolori e disagi funzionali tali da richiedere quasi certamente l’estrazione.
Estrazione e impianto sono, d’altro canto, la soluzione ideale in presenza di un unico dente compromesso ma con denti contigui sani. Lasciare la situazione com’è rende impossibile o doloroso masticare, con rischi di infiammazioni, riassorbimento osseo o spostamento dei denti circostanti. Risolvere con un ponte implicherebbe invece l’inutile limatura “sacrificale” dei denti circostanti, che sono però perfettamente sani.
Infine, l’estrazione ha senso quando i vantaggi sono molto maggiori della conservazione. Può essere questo il caso di un paziente quasi edentulo. Qui l’estrazione dei denti rimanenti e un intervento di protesi su impianti, in carico immediato o differito, possono restituire la piena funzionalità fonatoria e masticatoria, insieme al sorriso e al piacere di vedersi
“come quando avevo i denti”.
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