Igienisti dentali meno colpiti dal Covid rispetto la popolazione totale


Il triage e le protezioni hanno protetto bene gli operatori degli studi dentistici

Un sondaggio della US Occupational Safety and Health Administration fatto negli Stati Uniti evidenzia come protocolli e DPI hanno contenuto il contagio pandemico tra gli igienisti dentali 

Anche se il loro lavoro è considerato ad alto rischio, tra gli igienisti dentali si è registrato un basso tasso di infezione al COVID-19. È quanto emerge da un sondaggio che l’US Occupational Safety and Health Administration ha condotto nei 50 stati federati americani e in Puerto Rico. 

Inviatati a rispondere a 30 domande via web, 4776 igienisti dentali hanno contribuito a tracciare un profilo dell’andamento della pandemia nella categoria. 

Il lavoro è stato pubblicato sul Journal of Dental Hygiene nel febbraio 2021 (vol. 95, n.1), a firma di Cameron G. Estrich et al. 

Dai risultati, relativi all’8 ottobre 2020, emerge che un significativo numero degli intervistati ha riportato elevati sintomi di ansia e depressione. Il 3,1% (n = 149) non era mai risultato positivo e solo il 3,1% aveva ricevuto una diagnosi di COVID-19. Il tasso registrato è molto simile a quello tra i dentisti ed è inferiore rispetto a quello di altri professionisti sanitari, anche se leggermente superiore a quello della popolazione generale. 

La maggior parte degli intervistati (99,1%; n = 3328) che ha continuato a lavorare ha affermato che lo studio dentistico dove praticavano primariamente ha potenziato le misure per prevenire le infezioni e i protocolli di sicurezza in risposta alla pandemia. 

La maggior parte degli igienisti indossava protezioni per gli occhi, mascherine, coperture protettive e guanti durante le procedure dentistiche.

L’uso dei DPI è stato significativamente associato agli anni di esperienza come igienista dentale, al livello di preoccupazione per il COVID-19 e al livello di forniture di DPI disponibili (valori p <0,01), dato questo che potrebbe certamente migliorare grazie a un maggiore accesso ai dispositivi di protezione, ma non al tipo di studio dentistico (valore p 0,1). 

Questi risultati dimostrano che misure di sicurezza e DPI si sono rivelati validi strumenti per contenere i contagi nella categoria e che le prestazioni sanitarie odontoiatriche possono essere erogate in modo sicuro. 

Uno studio correlato ha rilevato che l’8% degli igienisti dentali statunitensi ha lasciato il lavoro dall’inizio della pandemia: di questi, quasi il 60% volontariamente, citando come motivo le preoccupazioni per la loro sicurezza, nonché problemi generati dal dover gestire dei bambini.  

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