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19 dicembre 2017 · Dott. Gianluca Marin

Anche in gravidanza si può prevenire la carie del bambino

Anche in gravidanza si può prevenire la carie del bambino

Anche in gravidanza si può prevenire la carie del bambino

Close up portrait of little girl brushing teeth.Isolated on white background.

Anche in gravidanza si può prevenire la carie al bambino

Sapevate che lo Streptococco mutans si può trasmettere anche attraverso l’utero?

Si possono proteggere i denti anche prima della loro formazione.

Questo è il consiglio consiglio degli esperti, che segnalano la possibilità di trasmettere la carie al bambino già in epoca fetale, attraverso l’utero. “La carie può trasmettersi al feto durante la gestazione. È essenziale che la donna lo sappia, in modo da affrontare questo importante appuntamento della vita nelle migliori condizioni anche in bocca”, spiega Raffaella Docimo, presidente della Società italiana di odontoiatria pediatrica.

“Il batterio Streptococco mutans, oltre che in utero, si trasmette da genitore a figlio con baci, l’uso dello stesso cucchiaio per la pappa, il contatto di alcuni oggetti. Tutti elementi che predispongono allo sviluppo della malattia da adulti», continua l’esperta.

Nell’ infanzia i disturbi più comuni sono l’ipomineralizzazione, che si manifesta soprattutto quando erompono i molari all’età di 6 anni, e la sensibilità al freddo e al caldo.

Anche in tempi di forte crisi, le famiglie non rinunciano all’estetica della dentatura dei propri figli. Per questo motivo, in età scolare è sempre più comune vedere bambini che indossano gli apparecchi per raddrizzare i denti storti. I bambini, del resto, hanno sempre più dimestichezza con la figura del dentista.

“L’odontoiatra deve partire col piede giusto e impostare un buon rapporto da subito col piccolo paziente per ottenere la sua fiducia. Per i casi difficili esistono sedazioni leggere anche a base di ozonoterapia che costituiscono per noi un buon supporto. Ma, ripeto, se sappiamo conquistarlo il bambino si lascerà curare senza pianti”, conclude la dott.ssa Docimo.

Sempre più bambini con denti da latte vengono colpiti dalla patologia, spesso per il comportamento errato dei genitori, che dimenticano di cambiare con frequenza lo spazzolino e portano molto di rado i propri figli dal dentista.

Stando a uno studio reso noto nel corso del Congresso nazionale dei docenti di Discipline Odontostomatologiche, almeno il 50 per cento dei genitori avalla la decisione del bambino di lavarsi i denti una sola volta al giorno, cambiando lo spazzolino ogni tre o quattro mesi. A scuola il problema è amplificato dall’impossibilità di utilizzare oggetti personali per l’igiene per l’alto rischio di contagio: “per i bimbi al di sotto dei sei anni sarebbe previsto l’impiego di prodotti monouso come salviette, fazzoletti, bavagli, spazzolini da denti. Se è vero che così si previene la trasmissione di malattie, è anche vero che è praticamente impossibile per gli scolari lavarsi i denti”, dice Antonella Polimeni della Sapienza di Roma. La conseguenza è un’igiene orale compromessa, con un’8 per cento di bambini che addirittura non lava mai i denti.

Ciò si spiega anche col fatto che una volta a casa, i bambini non riescono a capire l’insistenza dei genitori che chiedono di lavarsi i denti quando invece la stessa cosa non accade a scuola. È fondamentale in ogni caso almeno procedere al cambiamento frequente dello spazzolino, che a lungo andare diventa una sorta di concentrato di germi, annullando così la sua funzione.

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