traumi dentali dei bambini

TRAUMI DENTALI dei BAMBINI, cosa fare

In questo articolo parliamo dei traumi dentali che i bambini di ogni fascia d’età possono incorrere bimbi e ragazzini durante la normale e legittima pratica del gioco quotidiano.

Gli esperti indicano che, almeno 1 bambino su 5 nei Paesi industrializzati è soggetto a una lesione traumatica a carico di denti permanenti prima di avere lasciato la scuola. Ma è tra i bambini di 1-3 anni che si verifica il picco di cadute con traumi dentali, che riguardano circa un terzo dei piccoli. Le raccomandazioni riguardano i bimbi per fasce di età.

Quando si tratta di bambini più piccoli può comportare un rischio l’uso del girello: espone alla possibilità di cadute che coinvolgono faccia e i denti, anche quelli permanenti in formazione dentro l’osso. Attenzione anche all’anello del ciuccio: in caso di caduta o urto contro un ostacolo, l’anello esterno, che è in materiale rigido, può provocare traumi dentali più meno seri in rapporto all’entità dell’urto,alla caduta e all’età del bimbo. Genitori e insegnanti devono prestare attenzione agli ostacoli presenti in ambienti domestici e ricreativi, nei locali interni e esterni del nido. Inoltre è importante sottoporre il bambino a una visita dall’odontoiatra infantile non appena si è completata l’eruzione dei primi denti da latte, cosa che avviene attorno all’anno di età: in questo modo è possibile individuare macroscopiche malformazioni delle arcate che possono aumentare il rischio di traumi in caso di caduta. Inoltre, per quanto riguarda la prevenzione dei traumi, i pediatri raccomandano di non usare il girello, strumento controbattuto anche dal punto di vista dello sviluppo ortopedico e motorio, perché non favorirebbe il senso dell’equilibrio. Tra le altre raccomandazioni: limitare l’uso del ciuccio al momento in cui si addormenta o utilizzarlo soltanto di notte.

Anche i bambini più grandi, però, hanno bisogno di osservare determinati comportamenti per prevenire gli incidenti. È quindi bene insegnare loro poche regole da seguire sempre, nella quotidianità, per rendere il gioco più sicuro e quindi più divertente.

-Non usare i roller oppure la bicicletta senza un’adeguata protezione dentale;
-Non saltare sopra l’altalena mentre è in movimento ma stare sempre seduti;
-Non uscire mai dal bordo della piscina ma usare sempre le scalette;
-Non correre tra i banchi di scuola;
-Non spingere, dare gomitate o fare lo sgambetto ai compagni durante il gioco, le attività fisiche e lo sport;
-Non mordere matite o penne o altri oggetti: anche questa abitudine può danneggiare i denti;
-Non colpire i denti di amici e compagni con oggetti pesanti;
-Durante il gioco, sempre massima attenzione ai propri denti e a quelli dei fratelli e dei compagni.

I genitori dovrebbero portare regolarmente i figli dall’ortodontista soprattutto se il bambino ha incisivi superiori che ricoprono eccessivamente incisivi inferiori, oppure se ha incisivi superiori molto avanti rispetto a incisivi inferiori. Attenzione anche se respira solo con la bocca e non può chiudere le labbra. Infine, l’instabilità nella chiusura delle arcate dentali può esporre a traumi maggiori in caso di cadute. Inoltre i genitori devono ricordare ai figli di indossare casco e protezione orale in qualsiasi attività fisico-sportiva e ricreativa. Se è consigliata, attuare la terapia con apparecchio preformato per mettere prima possibile la bocca e i denti in posizione corretta. La SIPPS raccomanda poi una sana alimentazione, perché il bambino obeso è più esposto a cadute. Per i pediatri, soprattutto con i bambini più vivaci, sarebbe opportuno adottare l’uso di paradenti e ricorrere a visite specialistiche odontoiatriche per intercettare e correggere precocemente eventuali protrusioni. In caso di trauma da caduta o nell’urto contro qualcosa, se il dente è stato spinto dentro la gengiva o è caduto fuori dalla bocca, recarsi presso un pronto soccorso in cui ci sia una unità operativa odontoiatrica oppure da un dentista pediatrico il prima possibile, massimo entro 1 ora. E se il dente si è staccato del tutto o anche solo un pezzo, raccogliere il dente e conservalo nel latte o nella soluzione fisiologica. Il dentista potrà subito incollarlo o rimetterlo al suo posto ridandoti il sorriso.

Le lesioni traumatiche dento-alveolari sono molto frequenti, si calcola che 3 soggetti su 10 subiscano una lesione orale, e almeno uno di tali soggetti veda riconosciuta nell’attività sportiva la causa di tale evento. Soprattutto le fasce d’età preadolescenziali (8-12 anni) sono le più esposte con l’aggravante che in età evolutiva si possono avere esiti particolarmente complicati, con diminuita possibilità di completa restitutio ad integrum e costi di ripristino sociale assolutamente elevati. La letteratura rivela che in età pediatrica i traumi oro-facciali interessano dal 15 al 30% degli individui, tanto da costituire, con le lesioni cariose, la più comune causa di ricorso a cure odontoiatriche. Nonostante la regione orale rappresenti solo l’1% della superficie totale del corpo, è dimostrato che il 5% di tutti gli incidenti la colpiscono, mentre nei bambini traumatizzati in età prescolare, la regione orale è coinvolta nel 17% dei casi. Gli studi sulla prevalenza delle lesioni traumatiche riportano comunque dati molto differenti: per la mancanza di metodi e classificazioni standardizzate e al variare dell’età del campione considerato. L’uso di protocolli epidemiologici standardizzati favorirebbe il confronto dei dati tra i differenti Paes.
La prevalenza dei traumi dentali é elevata in tutto il mondo. Un’importante studio condotto negli USA ha evidenziato che in una popolazione tra i 6 e i 50 anni di età, una persona su quattro ne ha subito uno nella sua vita In Inghilterra, un bambino su cinque ha avuto esperienza di trauma al settore anteriore della dentizione permanente prima di lasciare la scuola. Gli elementi dentali più spesso interessati sono gli incisivi centrali superiori (nel 50% dei casi) e laterali superiori (30%). La prevalenza delle lesioni traumatiche, in un periodo da 0-6 anni di età, varia dall’11 al 30%; tra i 18 e i 30 mesi, il rischio di traumatismo é elevato, con un’incidenza doppia rispetto alla media statistica degli episodi traumatici nei bambini in generale perché tale periodo coincide con l’inizio della deambulazione: la caduta è infatti la causa più frequente di traumi oro-facciali in entrambi i sessi e i soggetti più colpiti sono di sesso maschile con rapporto di 2:1.

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