Impianti dentali e il loro mantenimento a lungo termine

Implantoprotesi /Placca batterica/ terapia di mantenimento

CONSERVARE A LUNGO I DENTI SU IMPIANTI

La riabilitazione implantoprotesica nei pazienti totalmente o parzialmente edentuli è una tecnica oramai predicibile, in cui la figura dell’igienista dentale ricopre un ruolo importante per il successo a lungo termine.
L’accumulo di placca batterica nel solco perimplantare sembra svolgere infatti un ruolo determinante nel fallimento della terapia, inducendo i tessuti molli circostanti ad una risposta infiammatoria che, se trascurata, può evolvere in perimlantite, con evoluzione simile alla piorrea che affligge i denti naturali. Secondo numerosi studi, il sigillo di gengiva che si forma attorno agli impianti costituisce la prima linea di difesa in cui si sviluppa la risposta immunitaria locale per contrastare gli attacchi batterici e preservare l’osseointegrazione. Pertanto, la conservazione della sua integrità risulta di fondamentale importanza per la durata della terapia.

La manutenzione degli impianti e dei denti ad essi connessi ha due momenti fondamentali:

L’ IGINE DOMICILIARE effettuato quotidianamente dal paziente

L’ IGIENE PROFESSIONALE quando il paziente si reca periodicamente (3 – 4 volte all’anno) presso il dentista di fiducia per pulizie approfondite di punti di tartaro trascurato e dimenticato nell’igiene domiciliare che si è indurito e non è più eliminabile con lo spazzolino. Le stesse sedute di “pulizia del tartaro” o “detartasasi” o “ablazione del tartaro” vengono eseguite anche da chi ha conservato i denti naturali. In queste sedute l’ igienista dentale potrà verificare dove noi stessi noi riusciamo per evidenti limiti , lo stato di salute delle gengive (infiammazione cronica?) e la presenza di depositi di tarato nascosti sottogengiva.

IGIENE DOMICILIARE: LO SPAZZOLAMENTO

Un corretto spazzolamento dell’impianto dentale, parte con la scelta di uno spazzolino adatto. Per la cura dell’impianto dentale è consigliato uno spazzolino a setole morbide o medie, perché setole troppo dure potrebbero danneggiare sia l’impianto che le gengive.

Durante le fasi dello spazzolamento, lo spazzolino deve essere orientato con un’angolo di 45° rispetto all’impianto dentale. I movimenti da eseguire partono dalla gengiva e vanno verso la corona del dente, evitare sempre uno spazzolamento troppo vigoroso.

La parte alta della protesi, ossia la superficie masticatoria, deve essere pulita in ogni sua parte, per evitare l’accumulo di residui di cibo.

La parte più delicata da trattare è il margine tra la protesi e le gengive, in questa parte infatti è più probabile che si accumuli placca e tartaro con il rischio di contrarre un’infezione dell’impianto dentale. Per pulire bene la parte è importante portare le setole dello spazzolino nello spazio tra gengiva e dente e procedere con dei movimenti orizzontali.

Allo scopo di pulire l’impianto dentale in maniera efficace è possibile utilizzare anche lo spazzolino elettrico, ovviamente anche in questo caso facendo molta attenzione alla scelta della testina con setole morbide.

IGIENE DOMICILIARE: IL FILO INTERDENTALE

Il filo interdentale è uno strumento molto utile per pulire in maniera accurata lo spazio tra la protesi e i denti naturali. Attorcigliando il filo interdentale nel dito medio e impugnando il filo con pollice e indice, si procede ad avvolgere il dente formando una “C”. Con movimenti lievi è possibile così rimuovere la placca e il tartaro accumulati negli spazi interdentali. Attenzione però: a seconda che si tratti di un singolo dente o della protesi di un’intera arcata, è consigliato l’uso di fili interdentali differenti.

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 impiantologia dentale le 18 domande frequenti

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