Bruxismo nei bambini, cause e rimedi

Bruxismo nei bambini cause e rimedi

 Close up portrait of little girl brushing teeth.Isolated on white background.

Close up portrait of little girl brushing teeth.Isolated on white background.

Bruxismo nei bambini: cause e rimedi

Il fenomeno del bruxismo nei bambini che stanno cambiando i denti è molto frequente. Si tratta di quella abitudine del tutto inconscia e inconsapevole di digrignare i denti nel sonno, che in taluni casi può arrivare a produrre una sorta di “limatura” dei bordi dei denti.

I bambini possono manifestare burxismo in tutta la lunga fase della permuta dei denti decidui (anche detti popolarmente “da latte”), che perdura fino all’adolescenza con la comparsa degli ultimi molari e il completamento dell’allineamento dentale. Ma digrignare i denti è un’abitudine che può manifestarsi anche prima, nei bebè che mettono i primi dentini.

Questa tendenza a “stringere” fortemente i denti tra mandibola e mascella può sconcertare i genitori, ma in realtà non ha cause patologiche e non rappresenta un pericolo per la dentatura dei piccoli. In linea di massima all’origine del bruxismo ci sono fattori fisiologici legati all’accrescimento dei denti, che risulta meno fastidioso proprio se li si digrigna, e al fatto che la bocca ancora occlude male (e male occluderà per molti anni), essendo mancante di alcuni elementi di equilibrio.

A far scattare il bruxismo, però, entrano in gioco anche fattori di natura psicologica, proprio come accade nel caso degli adulti. Ad esempio episodi di ansia (del tutto naturali anche nel bambino, legati a fasi di crescita e di maturazione come l’ingresso a scuola) e di stress, favoriscono il digrignamento dentale notturno.

I genitori che si accorgano che i loro bambini soffrono di bruxismo in modo importante, cosa possono fare per ridurre il fenomeno? I dentisti sconsigliano di far usare il bite (il “morso” in silicone da indossare durante la notte per proteggere la dentatura) finché i denti permanenti non siano del tutto cresciuti e l’occlusione non sia stabile, anche perché dopo questa fase in genere i ragazzi smettono da soli di digrignare.

In caso di sintomi importanti, ad esempio mal di testa e dolore alla mandibola al mattino, si può cercare di ridurre i fattori di rischio, se non quelli fisiologici, almeno quelli psicologici. Ad esempio si può agevolare il rilassamento serale del bambino con un bagno caldo, una bella camomilla, la lettura di fiabe rasserenanti eccetera.

Al contempo, se il bambino, oltre a digrignare i denti, mostra altri sintomi di stress come incubi notturni, onicofagia (si rosicchia le unghie), mal di pancia con episodi di vomito o diarrea e via discorrendo, sarà necessario provare a risalire alle cause per poi intervenire

Che ne pensi?

La tua email NON verrà pubblicata