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Allattamento e bocca del bambino: Cosa accade alla bocca del bambino con l’allattamento ?

 Close up portrait of little girl brushing teeth.Isolated on white background.

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Cosa accade alla bocca del bambino con l’allattamento?

Il miglior metodo di nutrizione per i neonati è di sicuro l’ allattamento.

In generale tutti i vantaggi sono stati documentati da anni: il nutrimento ideale, le migliori possibilità di assorbimento, il ridotto rischio di contrarre allergie alimentari, predisposizione ad uno sviluppo psicologico adeguato, migliori difese immunologiche, ecc. ecc..

Un altro grande vantaggio dell’allattamento materno è quello di fornire al neonato una giusta predisposizione allo sviluppo fisiologico della cavità orale, l’ottimizzazione della forma del palato, il corretto allineamento dei denti e un minore rischio di malocclusione.

Se si vogliono capire meglio i rischi di un’alimentazione artificiale, è necessario preliminarmente capire come funziona l’allattamento al seno: quando inizia la suzione vera e propria, i movimenti verso il basso della mandibola spingono la lingua verso il palato, comprimendo la zona intorno al capezzolo e facendo così affluire il latte nella bocca. Dopo un certo numero di suzioni (tre-cinque in media) il latte raccoltosi in bocca viene deglutito. Inizialmente il susseguirsi dei movimenti di suzione è veloce poi nel corso della poppata si regolarizza, divenendo ritmico. Il ritmo respiratorio del bambino si sincronizza con quello delle suzioni/deglutizioni. In sintesi potremmo descrivere con tre passaggi il modo di alimentarsi del bambino dal seno materno: succhia, spreme, deglutisce.

Con l’allattamento artificiale (con biberon) non si esegue il movimento anteroposteriore del complesso lingua-mandibola. Il neonato si nutre con una ridotta attività muscolare, la mandibola esegue prevalentemente movimenti verticali e cresce meno, tra l’altro le mamme colpevolmente spesso allargano lo stesso buco della tettarella del biberon per velocizzare l’operazione. Con l’allattamento artificiale, in sintesi, il bambino impara a nutrirsi passivamente, con scarsa attività linguale e labiale e, soprattutto, assumendo una postura linguale e mandibolare atipica e sostanzialmente scorretta. I lati negativi dell’allattamento artificiale sulla struttura cranio-mandibolare non si esauriscono nella fase dell’allattamento: il bambino memorizza la diversa organizzazione linguo-labiale e deglutitoria, la mantiene anche dopo il passaggio all’alimentazione mista e, in assenza di trattamento logopedistico e odontoiatrico adeguato, molto spesso per tutta la vita. Il diverso schema funzionale che viene a instaurarsi altera i meccanismi deputati al controllo dello sviluppo craniomandibolare, favorendo o determinando l’insorgenza di un grande numero di problematiche e di malocclusioni..

Ulteriore dato significativo potrebbe essere rappresentato nei bambini del Terzo Mondo in rapporto a quelli dei Paesi sviluppati . Nell’ambito dei bambini Africani che hanno avuto soltanto un’alimentazione tradizionale prolungata senza biberon in età compresa tra i tre e i sei anni, l’incidenza delle abitudini viziate e delle malocclusioni è prossima allo zero. Sempre nei paesi Africani, dove esiste tuttavia una seppur modesta assistenza neonatale, la situazione peggiora e dove esiste un ospedale centrale le problematiche si avvicinavano di molto a quelle dei paesi occidentali.

Vi è un’ alta probbabilità che la spiegazione stia nel modello comportamentale delle madri, che nei villaggi collinari allattano i neonati esclusivamente al seno per ben due anni, mentre nella zona dove esiste assistenza medica o la presenza di ospedali missionari con l’influenza delle strutture mediche occidentali, preferiscono l’ utilizzo del latte artificiale a quello naturale.

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